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Caseificio Passalacqua

Amore a prima vista

La parola amore può essere declinata in tanti modi. Sono tante le forme d’amore e i suoi livelli, al punto che può avere un valore universale e trascendente e un valore individuale e immanente. Per certi versi è una forma alta e sublime, per altri versi è uno spazio in cui il singolo esprime se stesso nella relazione.

Non sempre nei legami amorosi si trova l’amore, come afferma La Rochefoucauld, in una massima facilmente comprensibile se pensiamo alle società tradizionali in cui la coppia sanciva l’unione di due famiglie o di gruppi parentali. Dunque ragione e sentimento erano conciliabili grazie alla predominanza della scelta razionale nella formazione della coppia. Giulietta e Romeo nel dramma teatrale di Shakespeare, nonostante l’amore a prima vista, comprovano l’impossibilità di sancire la loro unione perché appartenevano a due famiglie nemiche e infatti la loro storia è sì quella di un amore impossibile perché sfidava aspetti sociali imprescindibili, ma anche quella di un amore al primo sguardo: si conoscono infatti ad una festa e si scambiano immediatamente il primo bacio, solo successivamente scoprono che i nomi delle rispettive famiglie costituiscono un impedimento all’amore che si sono dichiarati. Prescindendo dall’amore contrastato, indubbiamente tema da approfondire, innamorarsi a prima vista è possibile. Riguarda la sfera delle emozioni e innanzitutto la capacità di individuare e di riconoscere una persona con la quale avviene una comunicazione che si avvale di segnali non facili da decodificare, dal momento che l’amore a prima vista racchiude diverse sensazioni. Gli occhi, la voce, l’aspetto fisico, il modo di muoversi e di parlare, i contenuti espressi determinano attrazione fisica e interesse per la persona; il corpo emana dei segnali che fanno percepire il fatto che una determinata persona ti piace.
Indubbiamente, rispetto a scelte razionali e funzionali alle proprie esigenze e aspettative, l’aspetto dell’amore “irrazionale” rende più interessante un sentimento che non può essere assoggettato alla logica del calcolo. Ma l’amore spesso è determinato da condizioni sociali, economiche, da esigenze che fanno capo a una separazione o a un divorzio, cosicché alcune circostanze complicano l’amore romantico che, in quanto tale, dovrebbe permettere di esprimere liberamente se stessi, secondo un agire improntato di autenticità, che rifiuta il calcolo, e mirato al raggiungimento di un senso intimo e profondo lontano da un modo di vivere che rasenta l’alienazione individuale, per cui una persona giunge a esercitare la propria libertà come anarchia. Infatti la persona libertaria, ribelle, nichilista difficilmente si rivela incline al rapporto di coppia inteso come costruzione di una relazione solidale e osmotica.
L’amore è una risposta profonda che si dà alla persona amata, nei confronti della quale senti di voler trascorrere le giornate e il resto della vita. La condivisione degli spazi, dei momenti è quel che determina la differenza rispetto all’iniziale colpo di fulmine. Determinante è la scelta di impegnarsi profondamente, superando il radicamento della solitudine diffusa nell’epoca della tecnica, dove tutti i legami sono frammentati e non si è disposti a prendersi cura della persona che abbiamo scelto.
L’amore è misura del senso della vita, soprattutto nella società odierna che ha dissolto le convenzioni sociali di epoche passate, per cui esso può innegabilmente permettere la realizzazione di sé: “L’amore, il lavoro e la conoscenza sono la fonte della nostra vita”, secondo Platone, il quale prosegue dicendo che dovrebbero governarla; inoltre il filosofo greco sostiene che “L’amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo”. Innamorarsi al primo sguardo di una persona che riconosciamo immediatamente pur non avendola mai vista prima è un’esperienza esaltante che provoca entusiasmo e non può non passare attraverso il desiderare di stare insieme, il pensarla spesso come a nessun altra, e voler uscire dalla solitudine significa desiderare di vedere una persona dove non poteva essere: nella propria casa, durante il giorno e durante la notte, persino nei sogni, come se il voler vivere insieme non avesse limiti ed ostacoli insuperabili.
Se l’amore a prima vista lo paragoniamo a un fulmine che squarcia il cielo al punto da rischiarare la notte, in quanto colpo di fulmine possiamo pensare a tale forma d’amore come un percorso rapido che dovrà essere meglio delineato. L’innamoramento iniziale è infatti un aspetto che richiede un avvio di un percorso che abbia maggiore solidità dell’essersi riconosciuti a prima vista. Platone, nel “Convito”, fa espressamente riferimento alle anime che furono divise dagli dèi sulla terra con un colpo di fulmine e pertanto siamo sempre alla ricerca della nostra metà, della nostra anima gemella. Questa è una visione che fa anche leva sull’idea che in una vita precedente abbiamo avuto contatti con la persona amata. Essendo l’amore desiderio di immortalità (a-mors), la vita si nutre di questo sentimento che è privo di morte, per cui tutto può avvenire in nome dell’amore che è indubbiamente relazione, scambio, fusione, come si è detto, osmosi: tutti aspetti lontani dalla mera logica del calcolo, dalla tirannia, dalla coercizione. La sua logica interna è oggi regolata dalla personale idea di felicità, ma in tal modo chi ama esige che la persona amata si adatti ad esigenze che spesso non sono condivisibili, pertanto è facile che la passione si estingua e anche la felicità iniziale. Invece l’amore contempla l’accettazione della differenza, la sessualità va vissuta secondo le dinamiche dell’essere uomo e donna, nella lontananza da forme di seduzione esterne ed eccedenti, e il desiderio non può essere vissuto come qualcosa che ha un iniziale trionfo e una conseguente caduta, come se la delusione fosse il destino che lo attende per generare una nuova ondata di desiderio che mette in crisi la coppia e la spezza, ma che tiene in piedi e imperante l’ego soggetto all’erranza e alla devianza.
Amare non significa trascurare o bandire l’erotismo ma far sì che la sessualità trovi una reciprocità all’interno della coppia. L’uomo non è solo natura è anche cultura, e quest’ultima determina l’importanza del nostro concorrere alla formazione intellettuale e morale e alla capacità di assumere un impegno e di svolgere un ruolo attingendo al nostro sapere.
Amare è “saper amare”, e un sapere richiede ricerca, impegno, costanza, dedizione, sacrificio, cura, non è certo concedersi l’un l’altro. È invece concedersi la strada del ritorno per capire meglio se stessi, per darsi a questo sentimento che non è solo questione di corpi, ma costante ricerca di pienezza per cercare “di far uno ciò che era due”: questo Zeus ha concesso agli uomini per sanare un’antica ferita, per riunire le due metà che si riconoscono, che non smettono di guardarsi perché non vogliono perdersi di vista.

 
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